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CRISTIANO CREMONINI, UN TENORE A BOLOGNA! 28 maggio 2012

Bologna, 28 Maggio. La voce del tenore bolognese Cristiano Cremonini è stata più volte paragonata a quella del grande Pavarotti (anche se lui, molto modestamente, smentisce questo confronto); io mi limito a dire che ho sentito Cristiano cantare dal vivo e posso assicurarvi che ciò che si prova dentro sé stessi, ascoltando non solo la sua grande professionalità tecnica ma anche l’enorme passione artistica, è qualcosa di unico che rapisce ed incanta, come se si venisse trasportati di colpo su un treno di note che viaggia ora con dolcezza, alternata a momenti di imperiosa solennità. Al di là di ciò, il piacere di parlare con Cristiano è quello di scoprire una persona umile e simpatica. E ora vado a presentarlo anche a tutti i lettori:

Ciao Cristiano. È un piacere ed un onore averti nostro ospite.
Ciao Fabrizio, troppo buono! Il piacere è mio.

Quando è scoccata la scintilla di passione per la musica classica?

È tutto da ricercare nella mia natura un po’ da pioniere, se posso usare questo termine. L’incontro avvenne per caso con alcuni dischi che avevo in casa e che appartenevano ai miei genitori. Dischi di musica classica e opera, ovviamente. Li ascoltai e rimasi subito affascinato da questo genere. Di lì a poco convinsi i miei genitori a portarmi all’Arena di Verona a vedere La Cavalleria Rusticana e fu proprio in quell’occasione che decisi fermamente la mia strada per il futuro. Dissi proprio: “Voglio fare il tenore!”. I miei genitori accolsero la notizia con una certa leggerezza perché ero un ragazzo che coltivava moltissimi hobby e perciò credevano fosse una cosa passeggera.

E invece non era affatto così, giusto?

Invece, verso i diciassette anni, iniziai a prendere lezioni di canto e ti dirò che ero molto selettivo in merito. Non perché consideravo la cosa un gioco, appunto ma bensì perché avevo le idee ben chiare su come dovesse essere il canto per me. Ne cambiai molti fino a quando non incontrai il maestro Angelo Bertacchi, con cui mi trovai subito molto bene e che fu il mio Pigmalione. A diciannove anni entrai nel coro teatro comunale di Modena e l’anno seguente come corista all’Arena di Verona. Dopo qualche ruolo a teatro come solista, il maestro Angelo Gabrielli, che è stato l’agente di Pavarotti, mi notò e iniziai a camminare davvero da solo.

A quale, tra tutti i personaggi da te cantati, ti senti più affezionato?

Beh, direi che Nemorino dell’ Elisir d’amore è stato il personaggio che mi ha dato più soddisfazione. La motivazione di questo, credo vada ricercata nel mio perenne desiderio di sdrammatizzare e di rendere positiva ogni esperienza in questo settore. I melodrammi “giocosi” come quello del personaggio di Nemorino mi affascinano molto perché si discostano da quello che è generalmente il panorama della lirica ottocentesca, se non altro per il lieto fine.

Lo dici con una punta di perplessità…

A mio avviso, ho sempre ritenuto l’ambiente lirico a tratti tetro; un ambiente di interrogazione, dove sei sempre sotto esame. I cantanti lirici hanno una tradizione molto forte da rispettare, con un bagaglio di incisioni discografiche che pesa molto su loro. A me piace innocentemente usare la frase che dice che i cantanti lirici oggi fanno “archeologia musicale”, rispettando questa tradizione che ci ha lasciato capolavori in buona parte indelebili…ma sempre…come dire…lontani!?

È anche in base a queste motivazioni che ti sei avvicinato alla musica leggera, tentando di coniugare i due tipi di musica in un nuovo genere?

Sì, lo stesso maestro Massimo Zanotti (figlio del grande Fio), con cui sto collaborando, ha notato questa diversa identità in me. Non solo un cantante e quindi un mero esecutore, ma anche un personaggio. È una cosa che mi fa molto piacere. Inoltre, uscire da quel rigore per me troppo stretto che impone la lirica e poter mostrare anche altre doti artistiche di sé stessi è qualcosa che infonde sicurezza e da soddisfazione. E c’è un contatto maggiore con il pubblico e un calore che nel teatro lirico manca completamente, per le regole e la tradizione di cui ti parlavo. Con questo non voglio assolutamente negare il mio amore per la lirica che, anzi è fortissimo, ma soltanto la mia diffidenza verso un sistema troppo schematico ed austero che non consente di esprimersi completamente e non permette ad un’artista eclettico come me di proporre le proprie idee perché è già tutto deciso dal direttore o dal regista. La musica leggera è un altro mondo, sicuramente più libero in tal senso.

Potresti anche diventare un cantante di musica leggera a tempo pieno?

Non poniamo limiti alla provvidenza, ahahah! In ogni caso è difficile dare una risposta in questo senso. Attualmente, la lirica rappresenta il mio vero lavoro e la mia fonte di guadagno. L’ideale sarebbe interagire con entrambi i mondi e stiamo lavorando a questo progetto con il maestro Fio Zanotti. Un progetto complesso ma bellissimo: modellare un genere sulla mia personalità fino a crearne addirittura uno forse totalmente nuovo! Trovo tutto ciò molto affascinante perché mi permette di evolvermi artisticamente.

Ti sentiresti anche di poter insegnare la lirica?

Ho provato brevemente anche questa esperienza, insegnando canto ad alcuni giovani cantanti che già studiavano in conservatorio, ottenendo buoni e soprattutto immediati risultati. Non ho chissà quale arma segreta: io credo che il canto sia fondamentalmente basato sull’istinto e sulla pratica; ci sono molti esercizi fisici da fare, un vero e proprio allenamento quotidiano. Più che imparare a memoria trattati su trattati di canto lirico per me è essenziale basarsi sull’esempio; quindi io canto assieme a loro…è comunque difficile insegnare ed apprendere uno strumento che non puoi vedere e toccare, non trovi?

E forse anche l’ampia voglia di sperimentare e la grande passione dell’insegnante nel rompere questi rigidi schemi, come nel tuo caso, è davvero preziosa. Dove possiamo contattarti o seguirti nei tuoi eventi?

Vi invito a visitare il sito del teatro Guardassoni (www.teatroguardassoni.com) di cui sono presidente o la mia pagina di facebook, e se avete piacere di ascoltare alcune delle mie esibizioni, basta digitare il mio nome su youtube, sperando di poter raccogliere commenti positivi anche da tutti i lettori (sorride).

Sono assolutamente certo che sarà così! Un abbraccio Cristiano ed a presto!

Un caro saluto a tutti voi e grazie della bella intervista!

Fabrizio Carollo

Fonte
www.bolognaplanet.it

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