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Cristiano Cremonini da La7 Stadio Franchi Firenze

Cristiano Cremonini intona con grande enfasi “Advance Australia Fair” 26 novembre 2012

Firenze trascina gli azzurri a tre punti dal miracolo

La Repubblica 25 novembre 2012 —   pagina 15   sezione: FIRENZE

FIRENZE c’ è. Lo dimostrano i 35mila e passa spettatori presenti ieri all’ Artemio Franchi in occasione della terza partita del “test match” di rugby, che vedeva in campo la Nazionale azzurra e quella australiana. Accreditati di ben altra posizione nel ranking internazionale (stabilmente nelle prime tre posizioni) i “Wallabies” hanno messo in soggezione gli italiani solo nella prima parte della gara infliggendo loro un parziale di 16 a 0, che avrebbe tagliato le gambe a chiunque. Ma non a questa Italia vogliosa e sostenuta da un gran pubblico che ha sottolineato e manifestato la propria fede per tutto il match, perché dopo il riposo le cose sono andate ben diversamente.

Alla fine a dividere le due nazionali ci sono stati solo tre punti (22 a 19), con l’ Italia che ha la possibilità, quasi allo scadere, di pareggiare su un calcio piazzato sbagliato però di un soffio da Luciano Orquera, che fino a quel momento non aveva perso un colpo. Rimane l’ amarezza, come hanno sottolineato i protagonisti nel dopogara. «Era importante per noi- ha detto il ct Jacques Brunel- dopo la partita con la Nuova Zelanda, essere in grado di confermarci a questo livello: manca ancora qualcosa ma ci siamo riusciti. Siamo sulla strada giusta.

Avremmo potuto pareggiare o vincere e non avremmo rubato nulla». «Sono orgoglioso di quanto abbiamo fatto vedere – ha sottolineato il capitano Sergio Parisse – stiamo continuando a crescere e questa partita ci ha dato più certezze che dubbi. Non succede spesso che una potenza dell’ emisfero Sud venga in Italia ed alla fine calci in “touche” per far finire la partita. In queste settimane, dopo una partita forse non eccellente con Tonga, abbiamo fatto vedere ottime cose con Nuova Zelanda ed Australia e ci siamo meritati il rispetto di queste due squadre». La partenza dell’ talia è stata davvero forte sospinta dal pratese “Ugo” Gori che è tornato a giocare a Firenze con la maglia azzurra dopo avervi esordito due anni fa. E per lui c’ è stata una tifoseria tutta particolare, composta da molti appassionati provenienti da Prato, che ha come capo riconosciuto suo padre, di sicuro il più tifoso fra i tifosi.

Si respira l’ aria delle grandi occasioni al Franchi con un pubblico variopinto e davvero particolare, dove cappelli dalla foggia più strana e i visi colorati bianco-rosso-verde si mescolano a bambini e signore che cercano di mantenere un certo aplomb. Già al momento degli inni si capisce che tutto è stato studiato nei minimi particolari.

A suonarli è la Fanfara dei Carabinieri e a cantarli dal vivo sono il tenore Cristiano Cremonini che intona con grande enfasi “Advance Australia Fair” al quale segue, poco dopo, la voce di Denis Dallan ex-ala azzurra che si mescola con quella dei 35mila che lo accompagnano nelle strofe scritte da Goffredo Mameli. Alla fine ci sono anche i fischi per un’ Australia che dopo aver rischiato il pareggio, calcia il pallone in tribuna, con un gesto che dimostra quanta paura si sia presa. E questo è davvero un piccolo successo, che dice appunto che l’ Australia è sì di un altro emisfero, ma non di un altro pianeta. Ma questo lo aveva Martin Castrogiovanni pilone azzurro presentando il match. – FRANCO VANNINI

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