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Intervista a Oltrecultura sulla Tournè degli artisti italiani in Iraq "Culture an Instrument of Peace"

“A cultural bridge between Italy and Iraq – Un ponte culturale tra Italia e Iraq” da “Oltrecultura” 23 gennaio 2013

Cristiano Cremonini : Concerto in Iraq per la Pace – Intervista Oltrecultura

“A cultural bridge between Italy and Iraq – Un ponte culturale tra Italia e Iraq”

Full theatre, people standing in the foyer and outside. 53 television broadcasting stations present,the press and a large delegation of politicians.For the first time since Saddham’s fall, the artists working on Bagdad’s National Theatre stage are Italian.The historical event, that took place on November 7th 2012, was realised thanks to the project “Culture, an Instrument of Peace”, promoted by the association “Minerva”, International Alliance for Justice and Legal Aid Worldwide, and supported by the Foreign Minister.

The project has seen the collaboration of many institutions, such as Genoa’s Carlo Felice Theatre, Rome’s Music Foundation,Puglia Sound, Ravenna Festival, Genoa’s Niccolò Paganini and Bari’s Niccolò Piccinni conservatories and many Italian artists engaged in a week full of concerts and meetings with the Art Academies’ students of Bagdad, Sulaimaniya and Erbil.The purpose is to build an ideal connection to the Iraq population, that had been culturally secluded for decades.

The night at the National Theatre started with the greetings of the Italian ambassador Gerardo Carante, “Minerva”‘s president Perluigi Severi and Al Jazeera’s president and former Minister of Social Affairs, Bakhtiar Amin. Following, poet Davide Rondoni recited a few verses by Dante, Ungaretti and himself.

Cristiano Cremonini then performed “La donna è mobile” and “Nessun dorma”. The immense popularity of these two pieces has been confirmed once again by the audience, who largely acclaimed the success of these performances by the tenor singer from Bologna. Italian opera music has been furthermore paid tribute to by Bagdad’s National Symphonic Orchestra, conducted by Mohammed Ammin Ezzat, that played the famous “Brindisi” from “La Traviata” along with Cremonini and the soprano singer AnnaCorvino.

The Orchestra Nazionale Italiana, conducted by Ambrogio Sparagna and composed of Eleonora Bordonaro (voice), Cristiano Califano (guitar), Antonella Di Matteo (aerophones), Valentina Ferraiuolo (tambourines), Clara Graziano (accordion) and Raffaello Simeoni (voice and aerophones),also played Italian popular folk music. And finally, the jazz saxophonist Roberto Ottaviano and Elisabetta Garetti, violin virtuoso who played with the pianist Francesco Ricci.

“Italian artists have brought joy and hope into the hearts of Iraqi”, commented Bakthiar Amin at the end of the concert, thus evoking that redeeming and healing power that artists and scholars of any time ascribed to art. This sentence may sound a bit rhetorical, although its truthfulness is proven by that audience, which momentarily seemed to have forgotten the gory war of the past decade.

“It’s been such a good exchance, even touching”, said Cremonini, who allowed this interview after he came back. “During the press conference, a few important Iraqi scholars read some of their texsts,promptly translated by the intepreter, Pierre Balanian. Throughout the week, then, during the meetings with the students and professors from the Fine Arts Academy, we were stunned by the competence of some young musicians, who delighted us with their performance”. From what Cremonini says, it is evident that these artists are open and willing to cross these geopolitical borders. It has been noticed also by the promoters of this experience, Bakhtiar and Pierluigi Severi, and by the musicians involved.

“It would be wonderful and exciting to host these young people in Italy and let them perform during some important event. I will myself insist on carrying on this project, and try to sensitise Bologna’s institutions, as well as the association “Minerva” will do the same in Rome”. We also wish, along with Cremonini, this “bridge” between Iraq and Italy were not a one-way road.

To quote the fine observation of Safia Taleb Al Souhail, now member of the Iraqi Parliament, “where sometimes politics and economy divide people, culture and art join them together”.

Traduzione di Matteo Posa

 

“A cultural bridge between Italy and Iraq – Un ponte culturale tra Italia e Iraq”

Teatro gremito, gente che rimane in piedi nel foyer o all’esterno. Presenti 53 emittenti televisive, altrettante testate giornalistiche e vasta rappresentanza politica.

Bagdad, per la prima volta dalla caduta di Saddham, gli artisti che si avvicendano sul palco del Teatro Nazionale sono italiani.

Un evento storico quello del 7 novembre 2012, realizzato grazie al progetto “Culture, an Instrument of Peace” promosso dall’Associazione “Minerva”Internazional Alliance for Justice e Legal Aid Worldwide e sostenuto dal Ministero degli Esteri.

Un progetto che si è avvalso della collaborazione di istituzioni come il Teatro Carlo Felice di Genova, la Fondazione per la Musica di Roma, Puglia Sound, Ravenna Festival, dei conservatori Niccolò Paganini di Genova e Niccolò Piccinni di Bari e che ha visto artisti italiani impegnati in una settimana di concerti e incontri con gli studenti delle accademie d’arte tra Bagdad e le province di Sulaimaniya ed Erbil.

L’intento: costruire un ponte ideale con il popolo iracheno, avvolto per decenni nell’isolamento culturale. La serata al Teatro Nazionale è stata introdotta dai saluti di Gerardo Carante (ambasciatore italiano in Iraq), Perluigi Severi (Presidente di “Minerva”) e Bakhtiar Amin (Presidente di Al Jazeera ed ex Ministro delle Politiche Sociali), per proseguire con il poeta Davide Rondoni, che ha declamato versi di Dante, Ungaretti e alcuni dei propri componimenti. È stato poi il turno di Cristiano Cremonini, che ha intonato “La donna è mobile” e “Nessun dorma”.

L’immensa popolarità di queste due arie è stata confermata ancora una volta dal pubblico, che ha tributato un successo trionfale alla performance del tenore bolognese.

L’omaggio all’opera italiana è proseguito con l’Orchestra Nazionale Sinfonica di Bagdad che, diretta daMohammed Ammin Ezzat, ha accompagnato Cremonini e il soprano Anna Corvino nel celebre “Brindisi” da La Traviata.

Spazio poi alla musica popolare, interpretata dall’ Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna e composta daEleonora Bordonaro (voce), Cristiano Califano (chitarra), Antonella Di Matteo (fiati), Valentina Ferraiuolo (tamburelli),Clara Graziano (organetto) e Raffaello Simeoni (voce e fiati).

Poi ancora il sassofonista jazz Roberto Ottaviano ed Elisabetta Garetti, virtuosa del violino accompagnata dal pianista Francesco Ricci.

Gli artisti italiani hanno riportato gioia e speranza nel cuore degli iracheni” ha commentato Bakthiar Amin al termine del concerto, evocando così quel potere salvifico e curativo che artisti e letterati di ogni tempo hanno attribuito all’arte.

Una frase che può sembrare di una retorica sin troppo facile, se la sua veridicità non fosse testimoniata dall’entusiasmo di quella folla apparsa momentaneamente dimentica dello spettro sanguinoso di una guerra risalente a meno di un decennio fa.

E’ stato uno scambio molto bello, finanche commovente” commenta Cremonini che ci ha concesso un’intervista al ritorno da questa esperienza. “In conferenza stampa alcuni importanti letterati iracheni ci hanno letto alcuni dei loro testi, prontamente tradotti dal valente interprete Pierre Balanian. Nell’arco della settimana poi, durante gli incontri con studenti e professori dell’Accademia delle belle arti, siamo rimasti molto colpiti anche dalla preparazione di alcuni giovani musicisti, che ci hanno deliziato con le loro esibizioni”.

Dal resoconto di Cremonini risulta evidente l’apertura di questi artisti e la loro smania di valicare confini geopolitici. Elemento, questo, che non è sfuggito all’attenzione dei promotori di questa iniziativa, da Bakhtiar a Pierluigi Severi, fino ai musicisti coinvolti.

Sarebbe bello e stimolante riuscire ad ospitare questi ragazzi in Italia e farli esibire durante qualche importante evento. Io stesso, nel mio piccolo, mi esporrò in prima persona per continuare questo progetto, cercando di sensibilizzare le istituzioni bolognesi, mentre l’associazione Minerva farà altrettanto a Roma ”.

Ci associamo volentieri al desiderio di Cremonini affinché il “ponte” per cui questa iniziativa ha gettato le basi non rimanga una via a senso unico. Perché, come ha giustamente osservato Safia Taleb Al Souhail, attuale membro del parlamento iracheno, “laddove talvolta la politica e l’interesse economico dividono i popoli, la cultura e l’arte li uniscono”.

Valentino Accardi

Oltrecultura.it

 

 

 

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