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Divorzio all'italiana - scena del tè - Foto di Rocco Casaluci

DA GERMI A BATTISTELLI “Divorzio all’italiana” Recensione de Il Giornale della Musica 12 giugno 2013

DA GERMI A BATTISTELLI “Divorzio all’italiana” Recensione de Il Giornale della Musica

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A Bologna “Divorzio all’italiana”:mezzo secolo di perbenismo all’italiana
Davvero azzeccata l’ambientazione metafisica con cucina economica! Un gioco tra il richiamo a Giorgio De Chirico e il simbolo del boom italiano, che sospende la nostra vicenda tra la sua collocazione in ogni tempo e in ogni dove e quella più filologica dell’Italia degli anni Sessanta, ben lontana ancora dall’avere una legge sul divorzio. La trasposizione in musica che Giorgio Battistelli fa della commedia tra le commedie, “Divorzio all’italiana” di Pietro Germi, segue con il giusto rispetto i binari di un film che è nell’immaginario mondiale, e che è meglio assecondare, piuttosto che forzare. Ne nasce così uno spettacolo teatrale di grande efficacia (molti i meriti della regia di David Poutney), capace di gestire con ritmo serratissimo l’infinità di invenzioni del testo originari.
Un plauso va poi a tutti i cantanti/attori (in primo luogo ai protagonisti, un Don Fefè interpretato da Cristiano Cremonini, bravo nel discostarsi dal modello inarrivabile di Marcello Mastroianni in favore di un personaggio più grottesco e vittima della situazione, e una Donna Rosalia, rivitalizzata al di là di ogni più rosea previsione da Alfonso Antoniozzi, autore di un calco dall’originale così fedele, segno di grande maestria attoriale), un plauso, dicevamo, per un’intera compagnia cimentatasi con una partitura – com’è ovvio immaginare – non facile, o, quanto meno inusuale, figlia della scrittura accademica di Battistelli che colloca questo suo “Divorzio all’italiana” nel solco di quella “scuola” novecentesca che ha rotto con la grande tradizione del melodramma, negando al canto la sua ragione prima (la cantabilità!), e costruendo così un lungo e omogeneo fluire sonoro che passa senza soluzione di continuità da un personaggio all’altro, da una scena all’altra.
Andrea Ravagnan
data prima  11 Giugno 2013

 

scheda cast   
Don Sandrino Ferraù (detto Fefè), Cristiano Cremonini
Don Gaetano (suo padre), Gabriele Ribis
Donna Matilde (sua madre), Marco Bussi
Donna Rosalia (sua moglie), Alfonso Antoniozzi
Don Calogero Giacalone (zio di Sandrino), Nicolò Ceriani
Donna Fifidda (moglie di don Calogero), Alessandro Spina
Angela (figlia di don Calogero), Sonia Visentin
Carmelo Patané (pittore), Daichi Fujiki
Immacolata Patané (moglie di Carmelo), Alessandro Busi
Felicetto (il barbiere), Maurizio Leoni
Dottor Talamone, Fabrizio Beggi
Don Ciccio, Carlo Morini
regia
David Poutney
scene
Richard Hudson
costumi
Richard Hudson
orchestra
Teatro Comunale di Bologna
direttore
Daniel Kawka
coro
Teatro Comunale di Bologna
maestro coro
Andrea Faidutti
luci
Fabrice Kebour
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